Nel 2015, la mia ricerca pittorica ha ottenuto un importante riconoscimento istituzionale con la realizzazione della pala d’altare permanente a seguito del seminario “Credere la luce V”, curato da Marialuisa De Santis. L’opera, un olio su tela di grandi dimensioni (224×138 cm), è stata scelta per la collocazione definitiva all’interno della settecentesca Chiesa di Sant’Anna, situata nel cuore del centro storico di Giulianova alta, in Abruzzo.
L’opera è stata presentata ufficialmente al pubblico e benedetta il 18 ottobre 2015 dal Vescovo della Diocesi di Teramo-Atri, Mons. Michele Seccia, durante una cerimonia organizzata dalla Fondazione Piccola Opera Charitas.









Analisi critica dell’opera di Marialuisa De Santis
“Ancora oro luminoso per la croce che segna lo spazio della gioiosa pala d’altare di Sara Chiaranzelli. Quattro le figure: Sant’Anna con le mani appoggiate sulle spalle della figlia Maria, che a sua volta ha le proprie poggiate sul grembo. La circondano con un abbraccio, due giovani donne identificabili nelle altre due figlie di Anna, chiamate ugualmente Maria, che la santa avrebbe avuto dai due seguenti matrimoni con i cognati, come ci hanno tramandato il Protovangelo di Giacomo e la Legenda Aurea; o identificabili nelle altre due Maria, Maria di Cleofa e Maria di Magdala che rimasero con la Madonna ai piedi della Croce. L’abbraccio delle due giovani donne sembra quasi, attorno al ventre gravido della Vergine, un accenno di danza che ricorda la danza di Davide di fronte all’Arca dell’Alleanza, ritornata a Gerusalemme. S’impongono i colori centrali: azzurro, verde e rosso. L’azzurro è proprio di Maria, Signora dei cieli, e madre del Cristo crocifisso, a cui allude il rosso; il verde è proprio di sua madre Anna. È evidente che le fogge degli abiti richiamano quelli delle comunità rom come la comunità rom è richiamata dal monile a forma di ruota indossato da Sant’Anna. Se è vero che la ruota compare nella bandiera internazionale del popolo rom sovrapposta alle due larghe fasce orizzontali blu e verde, è anche vero che è grande la sua valenza per la Cristianità. La ruota genericamente rappresenta il tempo che scorre ma la tradizione cristiana arricchisce tale concezione con un senso evolutivo della storia come cammino salvifico che va dalle origini alla fine dei tempi, passando per l’avvento del figlio di Dio. In questo senso richiamano la ruota i rosoni delle chiese romaniche e di quelle gotiche”.
Testo in citazione tratto dal catalogo della mostra “Credere la luce 5” a cura di Marialuisa De Santis, Edizioni Fondazione Piccola Opera Charitas, 2015.