|
 |
|
Nikola Tesla, precursore di Modernità. Olio su tela, 60 x 150 cm. Opera realizzata per Confindustria L'Aquila. 16 dicembre 2010.
Analizzando il tema dell’Industria dal punto di vista pittorico, non ho potuto fare a meno di focalizzare l’attenzione sulle menti più geniali che hanno fornito il loro contributo a favore dello sviluppo e della tecnologia. La figura che in maggior modo ha catturato la mia attenzione è quella di Nikola Tesla (1856-1943). Il suo contributo alla scienza è stato di un’importanza fondamentale, così importante che se non ci fosse stata la sua inventiva probabilmente l’attuale sviluppo tecnologico non risulterebbe equiparato alla sua attuale condizione. Uno dei suoi maggiori contributi è stato quello di aver studiato su come generare la corrente alternata, chiave di volta dell’attuale tecnologia moderna, e soprattutto di come trasmetterla: non in piccole quantità, ma in larga scala, a favore domestico e soprattutto industriale. Le sue idee sono state di un’importanza tale da innescare le basi della Seconda Rivoluzione Industriale. Nel 1960 suo nome è stato adottato dal Sistema Internazionale per identificare l’unità di misura della densità del flusso magnetico, il tesla appunto, in onore del suo genio. Questo riconoscimento gli giunse, purtroppo, diversi anni dopo la morte. Gli ultimi anni della sua vita videro frustrazione e solitudine proprio a causa del fatto che non riusciva ad imporre i suoi progetti sulle onde elettromagnetiche. La sua personalità era molto eccentrica e lui stesso era affetto da disturbi e ossessioni che di certo non lo aiutavano nelle relazioni sociali. Ho sempre pensato che la genialità fosse fatta sostanzialmente di follia, se non altro per il fatto che vengono abbattuti tutti gli algoritmi mentali imposti dalla buona educazione: il pazzo guarda da tutte le angolazioni possibili, solo così è in grado di scorgere geniali punti di fuga che corrono verso possibili intuizioni. Tornando alla pittura, questo è l’aspetto di lui su cui mi piace soffermare. A me interessa la sua follia, i suoi disturbi, tutto quello che lo contraddistingue come scienziato pazzo. Affetto dal disturbo ossessivo-compulsivo aveva molte manie inusuali e idiosincratiche. Alla disperata ricerca del controllo faceva tutte le cose tre volte, numero che tornava costantemente nella sua vita: ogni cosa doveva essere divisibile per tre. Durante gli ultimi anni visse nella camera n° 3327, al 33º piano del New Yorker Hotel. I suoi biografi raccontano che durante questo periodo diceva di ricevere costantemente la visita di un piccione bianco, animale verso cui rivolgeva una notevole predilezione. Questo uccello rivestiva un ruolo simbolico molto importante per Nikola Tesla, tanto da divenire addirittura spirituale al momento della sua morte: in quel momento ne venne fuori una luce così forte che lo scienziato non riuscì a interpretare in altro modo se non divino. Nikola Tesla è stato uno degli scienziati più importanti della nostra storia, e, nonostante questo, il suo genio è passato inosservato dalla società, o quantomeno non gli ha conferito il giusto spessore che merita. Nel Niagara Falls State Park è presente una statua molto bella che lo raffigura in un momento di riflessione sulle sue inventive, io ho preso a modello questa statua perché a mio modo ne volevo sottolineare l’immortalità. Sul suo polso ho collocato il piccione bianco, simbolo di un qualcosa che solo lui sapeva, magari era il concetto più puro dell’idea, il noumeno, il canale perfetto del punto di vista perfetto verso l’intuizione. Oppure magari era solo una presenza semplice che alleviava la sua solitudine. Non posso saperlo. Dal mio punto di vista ne riconosco un simbolismo ampio che può indicare molte interpretazioni. Il piccione fondamentalmente è anche una volgare colomba, simbolo di pace e innocenza in tutto il mondo, e Nikola Tesla, come Einstein (con cui collaborò), ne era un grandissimo sostenitore.
|
|