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Esposizione acclusa allo spettacolo teatrale I CLIENTI di César Brie, regia di Giancarlo Gentilucci, inaugurata il giorno 25 maggio 2008 presso l'anticamera del Teatro Marrucino di Chieti in occasione della prima dello spettacolo. Questo elaborato pittorico vuole essere un’analisi psicologica ed introspettiva dei personaggi.
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INFORMAZIONI SULLO SPETTACOLO: |
I CLIENTI
di César Brie
regia Giancarlo Gentilucci
con
Cliente Marcello Salvatore
Maria Rossella Teramano
Miguel Giulio Votta
Donna delle pulizie Tiziana Irti
Cameriere Umberto Caraccia
Demente Danielle Guepe
disegno luci Daniela Vespa
suono Andrea Giancola
gioielli Filomena di Camillo
assistente alla regia Viviana Vieli
assistente alle scene Silvia Cacciatore
assistente ai costumi Michela D’Andrea
direttore di allestimento Luigi Rubei
musiche Franz Lehar, Erik Marchelie,
musiche popolari
distribuzione Arti e Spettacolo, L’Aquila
organizzazione Elisabetta di Felice
ringraziementi:
per il ballo Stefano Castri
gli studenti Ophélie Bodin e Noémie Dikilu |
“Convivere con dei testimoni della nostra quotidianità che non ci piacciono ma che accettiamo per pigrizia, ignavia, interesse; questo rapporto finisce per appartenerci, lo teniamo in vita, diventa la nostra vita. Vediamo cose orribili, a volte le viviamo, persino le partecipiamo ma le ignoriamo. Non c'è posto nella nostra vita per partecipare a quella degli altri, non abbiamo né il tempo né la voglia di comprendere, dobbiamo salvaguardare la nostra esistenza, il ruolo che ci siamo imposto, il nostro destino.
Lo spazio in cui si incontrano le storie dei nostri personaggi è un'osteria, un caffè, un luogo come tanti, dove la gente si cerca, si incontra, tenta di dare una ragione ai propri errori, ai dolori ed esplora parte del passato alla ricerca delle ragioni della partecipazione a fatti ignobili. Riflessioni, confessioni dette e proposte come merce di scambio in un caffè, luogo doloroso dove esplorare la propria identità smarrita, tormentata dall'incapacità di essere stati testimoni attenti e partecipi degli eventi. Storie e personaggi collocati in un passato remoto a noi infinitamente prossimo e attuale per i temi trattati. Piccole storie di persone che, nella casualità degli incontri quotidiani in luoghi che frequentano narrano vicende orribili con un linguaggio sereno, naturale. Queste vicende ci appartengono, perché le abbiamo già ascoltate, vissute, subite: siamo stati testimoni, spesso passivi; abbiamo preferito ignorare, far finta di nulla, parlare d'altro, essere reticenti. E in questo luogo senza tempo convivono e si accavallano le storie e i personaggi del nostro racconto, facendo incontrare le loro solitudini.”
Giancarlo Gentilucci |
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