“Inconscio collettivo, omaggio a Jung”. Olio su tela, cm 140×70, 2020. Finalmente ho completato un lavoro che solo inizialmente credevo concluso – una precedente “Hel” – ma che più guardavo e più vedevo incompleto. È un’opera che mira all’inconscio, al “silenzio” del canto delle sirene interiori che spesso è meglio non risvegliare, alle pulsioni nascoste del nostro Ego, al nostro Es o Id freudiano, al sogno svelato di antichi archetipi collettivi che solo dopo un lungo percorso si riscoprono appartenere direttamente alla psicologia alchemica di Jung. È una calma apparente, fatta di molteplici colori messi assieme come a volerne dare movimento, tra lunghi capelli rossi che si estendono fino a “sanguinare” e dove i pesci sono bocche che mangiano, fagocitando lo spazio come piccoli minotauri. Horror vacui. Cave canem.